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MILAN: THE BEST
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• lunedì 30 maggio 2005
Dopo le indiscrezioni giunte ieri da Udine, questo pomeriggio l’annuncio ufficiale da parte del Milan: Marek Jankulovski vestirà la maglia rossonera per i prossimi quattro anni. E’ stato infatti sottoscritto un contratto triennale, con scadenza 30 giugno 2009, tra il laterale ceco e la società di via Turati. Sei stagioni nel Banik Ostrava, poi, nel torneo 2000-2001 il Napoli e quindi l'Udinese. Solido, continuo, sedici gol all'attivo in tre campionati in Friuli con una media di oltre 30 partite l'anno, Jankulovski rappresenta un investimento importante per il Milan che, come da tradizione, è il primo club a dimostrare di aver programmato il proprio futuro per tempo giungendo puntuale all'appuntamento con gli annunci ufficiali già nei giorni successivi alla conclusione della stagione ufficiale. Prima di Jankulovski era stato annunciato Vogel, il primo tassello del progetto rossonero per il potenziamento della squadra. Punto di forza del centrocampo dei campioni d’Olanda, Vogel è anche il capitano della nazionale Svizzera. In carriera oltre al PSV ha giocato solo in un altro club: il Grasshopper di Zurigo, con cui ha esordito nel campionato svizzero a soli 16 anni dove ha vinto tre titoli nazionali, nel 1999 il passaggio al club olandese con cui ha conquistato quattro scudetti. Precoce anche in Nazionale: la prima apparizione al 18 anni, mentre a soli 22 ne è diventato il capitano. Nato a Ginevra l’8 marzo del 1977, ora a 28 anni il passaggio al Milan, alla società che lui ha sempre ammirato da lontano e per cui ha sempre avuto una certa simpatia: “ Per me è un sogno che si avvera. Il Milan è assolutamente il top, meglio di così non poteva andarmi” (acmilan.com)
di andreanardo, 22:43
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• domenica 29 maggio 2005

UDINESE-MILAN 1-1 11’st Di Michele (Udi), 40’st Serginho (Mil)

La stagione 2004-2005 si è chiusa ufficialmente: nella trentottesima e ultima gara di serie A il Milan pareggia contro l’Udinese e ottiene il secondo piazzamento in campionato, che non era comunque in discussione, a quota 79 punti. La squadra di Spalletti conquista invece il quarto posto sperato che significa Europa e cioè preliminari di Champions League.
Al ‘Friuli’ la partita è bella e ben giocata dalle due squadre, nonostante il grande caldo: i ritmi non sono altissimi, ma le occasioni non mancano né nel primo, né nel secondo tempo. I primi 45 minuti terminano sullo 0-0, nella ripresa all’11’ passa in vantaggio l’Udinese con un bel gol di Di Michele che si infila nelle maglie della difesa rossonera e supera Dida. Il Milan però reagisce, cerca il gol ma i pochi spazi non gli facilitano il compito. Serve un’invenzione, una magia,  che arriva al 40’ dai piedi di Serginho: il brasiliano infila Handanovic con una splendida parabola di sinistro, sulla quale il portiere non può arrivare. Quinto gol in campionato del numero 27 rossonero che riporta la gara in equilibrio. Poi ci prova ancora la squadra di Ancelotti ma al ‘Friuli’ finisce 1-1. Significativa l’accoglienza dei tifosi rossoneri dopo la delusione di Istanbul, che hanno salutato la squadra così: ‘Senza paura insieme a Parigi nel 2006’. In casa Milan si pensa quindi alla prossima stagione, con la certezza di voler essere ancora protagonisti, proprio come in quest’annata che si è chiusa senza vittorie ma con la consapevolezza di avere un gruppo assolutamente importante. Adesso è tempo di relax e di vacanze, l'appuntamento per la squadra è per il 14 luglio, giorno del nuovo raduno. (acmilan.com)

 

SENZA PAURA INSIEME A PARIGI NEL 2006!

di andreanardo, 22:36
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• mercoledì 25 maggio 2005

 

 

 

Un grande Milan, ma la coppa non arriva per colpa di quei maledetti 6 minuti...

E' una notte da incubo...terribile...

Ora, un commento della partita:

MILAN-LIVERPOOL 3-3 (5-6 DOPO I CALCI DI RIGORE)
25/05/2005
Dieci coppe in campo per la finale di Champions League più titolata della storia del calcio. Milan contro Liverpool, rossoneri alla ricerca della settima coppa, gli inglesi della quinta. Da una parte ci sono gli uomini di Carlo Ancelotti, dall’altra quelli di Rafael Benitez. Nello scenario dello stadio ‘Ataturk’, con gli occhi del mondo intero puntati addosso e 70.000 tifosi presenti, le squadre promettono ‘battaglia’ e voglia di vincere per tornare in vetta all’Europa. L’ultima volta per il Milan è storia recente: 28 maggio 2003, due stagioni fa, campioni d’Europa dopo aver battuto la Juve nella finale dell’Old Trafford ai calci di rigore. Adesso una nuova occasione, di nuovo grandi protagonisti nella gara e nella serata più importante e che vale una stagione.
Carlo Ancelotti conferma le indicazioni precedenti la gara e schiera una formazione senza novità. Già eroico a Manchester, Nelson Dida presiede i pali della porta rossonera, in difesa a destra Cafu, al centro Stam e Nesta, a sinistra Maldini, alla sua settima finale europea. Centrocampo con Gattuso, Pirlo e Seedorf,, in attacco Kakà alle spalle di Crespo e Andriy Shevchenko, il pallone d’Oro rossonero, colui che a Manchester segnò il rigore della vittoria. Per Crespo, Kakà e Cafu prima finale europea, prima possibilità per vincere per la prima volta questo trofeo. Ancelotti aveva ammesso dubbi per la panchina, dove alla fine decide di portare Abbiati, Kaladze, Dhorasoo, Rui Costa, Serginho, Tomasson e Costacurta. Pippo Inzaghi va in tribuna, con Brocchi, Pancaro, Simic e Fiori. Benitez risponde con Dudek in porta, difesa a quattro con Finnan, Carragher, Hyypia, Traorè, davanti alla difesa Xabi Alonso, tre centrocampisti Luis Garcia, Gerrard e Riise, in avanti l’australiano Kewell a sostegno dell’unica punta Milan Baros. Non c’è quindi Cissè che era in ballottaggio con il ceco. Kewell, che non parte titolare in Champions dalla gara di andata contro il Bayer Leverkusen di fine febbraio, è preferito ad Hamann.
L’avvio è subito imprevedibile e sorprendente: Kakà, dopo un minuto di gioco, guadagna un fallo nei pressi dell’area dei ‘Reds’: il calcio di punizione è di Pirlo, Maldini riceve palla e di destro schiaccia e segna il gol del vantaggio infilando Dudek. Grande gioia del capitano. Non si poteva iniziare meglio. La reazione del Liverpool non si fa attendere e arriva al 5’prima con un sinistro al volo di Riise rimpallato dalla difesa, poi con un colpo di testa di Hyypia sul quale fa buona guardia Dida. Due minuti dopo si vede ancora il Milan con Pirlo che lancia in velocità Shevchenko, l’ucraino però, contrastato da Hyypia, non trova il tempo per il cross per Crespo. L’avvio del match è brillante: la squadra rossonera copre il campo intelligentemente, cercando di non concedere spazi agli inglesi ma dimostrandosi sempre viva e reattiva in zona offensiva. A conferma della vivacità offensiva il Milan sfiora il secondo gol al 15’: Crespo svetta di testa e colpisce sicuro, Luis Garcia riesce a salvare miracolosamente sulla linea. Passano due minuti e ci prova ancora di testa la squadra di Ancelotti, questa volta con Kakà che cerca di concretizzare il cross di Cafu, ma non è fortunato e la palla termina abbondantemente a lato. Al 23’ Benitez è costretto al primo cambio: Kewell non ce la fa, probabilmente per un risentimento muscolare, problema che l’ha tormentato tutta la stagione, al suo posto entra Smicer. Smicer fa l’esterno di centrocampo, Luis Garcia affianca Baros in avanti. Il Liverpool fatica a digerire lo svantaggio e, troppo prevedibile, non riesce ad impensierire davvero la difesa del Milan. Incide invece l’attacco rossonero che al 28’ con una combinazione tra Kakà e Sheva va ancora in gol. Il talento brasiliano verticalizza per Sheva che scatta e infila Dudek, ma secondo la terna arbitrale è in fuorigioco. Si arrabbia Ancelotti. Ci riprova il numero 7 del Milan al 33’quando aggancia in area e prova il tiro da buona posizione ma, ostacolato da Traorè, non riesce a concludere cadendo a terra. Al 39’ però il Milan raddoppia: Kakà parte in velocità, appoggia a Sheva che a sua volta cerca e trova Crespo. L’argentino riceve e di sinistro supera Dudek. Quattro minuti dopo Crespo replica: Kakà lancia lungo e il numero 11 del Milan con un tocco sotto di destro segna il terzo gol ed esulta. Si chiude così il primo tempo: grande Milan all’Ataturk, la squadra non ha concesso quasi niente e ha segnato tre gol concretizzando il buon lavoro di tutti.

Ad inizio ripresa il Liverpool si presenta in campo con una novità: Benitez toglie un difensore, Finnan e inserisce il centrocampista Hamann. Il Milan non si preoccupa del cambiamento tattico e fin dai primi minuti di gioco prosegue nel suo gioco a testa bassa. Al 3’ Hyypia chiude in angolo dopo una papera di Dudek e una conclusione di Cafu. Pochi minuti dopo, sempre il difensore finlandese, stende Kakà in progressione, sul successivo calcio di punizione Sheva impegna Dudek in una difficile parata. Il Liverpool capisce di non poter stare a guardare e prova a guadagnare metri nella metà campo rossonera. Al 9’ la partita inaspettatamente si riapre, Gerrard infila Dida con un colpo di testa ravvicinato e di fatto alimenta le speranze dei tanti inglesi presenti sugli spalti. Il Milan accusa evidentemente un pauroso calo psicologico. Nel giro di quindici minuti la partita prende una svolta incredibile. Smicer all’ 11’ con un gran destro dal limite riduce ulteriormente le distanze, mentre al 13’ Gattuso spinge Gerrard alle spalle e Gonzalez assegna così il calcio di rigore. Dal dischetto lo spagnolo Xabi Alonso prima si fa parare il tiro da Dida ma poi è lesto a ribadire in rete per il più rocambolesco dei pareggi. Il Milan appare tramortito, la formazione di Carlo Ancelotti concede troppi spazi e al 18’ Riise impegna Dida in due tempi. I cambiamenti tattici di Benitez appaiono efficaci, gli spazi per i rossoneri si riducono e la squadra inglese vola sulle ali dell’entusiasmo. Necessariamente Carlo Ancelotti prova a riorganizzare la squadra comandando il possesso palla, l’intuizione è buona, ma al 25’ Shevchenko si vede ribattuto sulla linea il suo tiro a botta sicura. Il Milan si posiziona allora in campo con il 4-4-2, Kakà si sposta più largo pronto poi ad accentrarsi alle spalle di Shevchenko e Crespo. I minuti passano, il nervosismo affiora tra i rossoneri mentre il Liverpool non sembra voler affondare concedendosi ad una fitta ragnatela di passaggi. Crespo fa grande movimento, l’argentino al 35’ defilato sulla destra porge palla a Kakà ma il brasiliano viene anticipato. A questo punto gli inglesi tolgono Baros e inseriscono Cissè, mentre Carlo Ancelotti richiama Crespo e Seedorf ed inserisce Tomasson e Serginho. La difesa rossonera si posiziona a tre uomini, Cafu sale sulla destra mentre Serginho spinge a sinistra. Il Milan non ci sta, Sheva prova ad accelerare ma viene chiuso in angolo al 43’, sul successivo corner Stam svetta di testa ma Kakà devia fuori misura. E’l’ultima occasione dei novanta minuti, l’arbitro Gonzalez dopo due minuti di recupero manda le squadre ai tempi supplementari.

I rossoneri iniziano decisi i supplementari prima con un colpo di testa di Tomasson soltanto sfiorato, poi con un tiro di Pirlo che sorvola la traversa.
Al quarto minuto il Milan usufruisce di un calcio di punizione del quale si incarica Pirlo. Ancora una volta il centrocampista bresciano sbaglia la mira e il suo destro termina alto.
Le squadre accusano un po’ di inevitabile stanchezza e la gara ne risente a livello estetico: il Milan punta sempre sul possesso palla, il Liverpool però controlla bene e copre accuratamente ogni zona del campo. Al 10’ grande occasione per la squadra di Ancelotti: splendido lancio di Serginho, Tomasson in posizione favorevole cerca il tapin vincente a gamba tesa ma non impatta bene la sfera e la deviazione non gli riesce. All’ultimo minuto si registra anche un tiro-cross al volo di Shevchenko, bello ma poco efficace.
Al 3’ minuto del secondo tempo supplementare il Liverpool si fa pericoloso sui calci da fermo con due calci d’angolo, Hamann ci prova da fuori ma la difesa rossonera libera.
Passano centoventi secondi e la formazione milanista costruisce un’altra bella occasione. E’ ancora bravo Serginho sulla fascia che mette in mezzo un buon pallone, Tomasson è in ritardo e gli inglese ne approfittano. Ancelotti attua così il terzo cambio: Rui Costa entra al posto di Gattuso.
Al 9’ bell’azione di Pirlo che supera Carragher e cerca di entrare in area, il difensore lo atterra. Calcio di punizione: tira sempre il numero 21 ma complice una deviazione la palla esce.
Il Milan sfiora il gol al 13’, ma Dudek dice no con l’incredulità di tutti i rossoneri: strepitoso il portiere degli inglesi che ferma prima un colpo di testa, poi un sinistro, entrambi ravvicinati, di Shevchenko. L’ucraino si dispera, insieme a lui i tifosi e non solo quelli presenti all’Ataturk.

Niente da fare: a decidere chi saranno i campioni d’Europa sono i calci di rigore.
La lotteria dei penalty premia il Liverpool: per il Milan errori di Serginho, Pirlo e Shevchenko. Liverpool campione d’Europa.


MILAN-LIVERPOOL 3-3 (5-6 DOPO I RIGORI)
Marcatori: 1’pt Maldini (Mil), 39’ pt Crespo (Mil), 43' pt Crespo (Mil), 9’st Gerrard, 11’st Smicer, 15’st Xabi Alonso
Rigori: 1’ Hamann, 2’ Cisse’, 3’ Tomasson, 4’ Kaka’, 5’ Smicer

MILAN: Dida, Cafu, Stam, Nesta, Maldini; Gattuso (6’sts Rui Costa), Pirlo, Seedorf (40’st Serginho); Kakà; Crespo (40’st Tomasson), Shevchenko

LIVERPOOL: Dudek; Finnan (1’st Hamann), Carragher, Hyypia, Traorè; Luis Garcia, Gerrard, Xabi Alonso, Riise; Kewell (22’pt Smicer), Baros (40’st Cissè)

Arbitro: Mejuto Gonzalez
Ammoniti: 30’st Carragher, 36’st Baros
Recupero: 1’pt; 2’st
 
Alcune mie foto a Istanbul.../ Some photos of me in Istanbul...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(prima della partita ho anche pregato, ma... / before the match I also prayed, but...)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Io, Roberto e Roberto Formigoni (presidente Regione Lombardia) insieme a vedere il nostro grande Milan anche a Istanbul.
 
Probabilmente è stata la notte più brutta della nostra storia e della nostra vita come tifosi rossoneri, ma ci rialzeremo, torneremo, ancora più forti!
(Probably it's been the worst night in our history and in our life as rossoneri supporters, but we'll get up, we'll return, even stronger than before!)
 
 
GRAZIE COMUNQUE, MILAN. (Andrea Nardo)
di andreanardo, 23:59
2 Commenti
• domenica 22 maggio 2005

The final 2005

live count-down

-> starts in

 

di andreanardo, 08:10
763 Commenti
• domenica 22 maggio 2005

 

 

 

->MILAN-LIVERPOOL

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Io vado ad Istanbul!!! / I go to Istanbul!!!)

 

Non riesco neanche a parlare, quindi lascio parlare le immagini e ci rivedremo quando tornerò da Istanbul. / I can't even speak, so I let images to speak and we will see when I'll come back from Istanbul.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti a Costantinopoli!!!!!!!!!!

 

 

 

 

 

 

 

L'Ataturk!!!!!!!!

 

 

Il mio posto è nella zona arancione dietro la porta di destra / my seat is in the orange zone behind the gate on the right

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA GRANDE SFIDA: Solo Noi ed il Liverpool giochiamo la partita di calcio più importante del pianeta. / Just Us and Liverpool will play the most important football match of the planet.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOI ANDIAMO AD ISTANBUL, SOLO NOI ANDIAMO AD ISTANBUL

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FORZA!!! RICONQUISTIAMOLA!!!

 

(Comunque finisca questa finale, GRAZIE MILAN, un'altra stagione da protagonisti assoluti)

 

(Lasciate i vostri commenti sulla Finalissima di Champions League cliccando il bottone sotto! / Leave your comments about the Champions League Final clicking the button below)

di andreanardo, 08:07
21 Commenti
• venerdì 20 maggio 2005

-> MILAN-PALERMO 3-3 8’Serginho, 9’Costacurta (aut.), 18’Sergihno, 32’Tomasson, 32’st Toni

Peccato. Davanti ai propri tifosi per l'ultima volta in questa stagione, Carlo Ancelotti e la sua squadra volevano regalare qualcosa di bello. Ci sono quasi riusciti. Si, quasi e non per colpa loro. La prestazione resta una delle più belle del campionato, con tanti elementi che sono stati impiegati poco o addirittura mai. Gli elogi vanno a tutti: da Simic a Pancaro, da Brocchi a Dhorasoo, da Rui Costa a Serginho, per concludere con i due esordienti della formazione Primavera.
La squadra di Guidolin ha atteso che le forze calassero nel finale per attaccare con maggior vigore. La svolta è stata data anche da un rigore piuttosto dubbio, accordato con troppa generosità ad un quarto d'ora dalla fine.
L'impegno dei ragazzi rossoneri è stato massimo per tutti i novanta minuti e nell'arco dei due tempi si sono create diverse palle gol, con buone trame: ma il 3-3 finale regala in anticipo lo scudetto ai bianconeri. Ora occorre guardare avanti, solo avanti.
In vista di Istanbul Ancelotti è consapevole che può contare su tutti gli effetivi e che tutti hanno nella testa un solo obiettivo: la Champions.
Cinque giorni da vivere in modo tranquillo, preparando nel migliore dei modi la serata del 25 maggio, serata in cui si andrà all'inseguimento dell'ennesimo sogno della storia rossonera. (acmilan.com)

 

INFO-METEO: -10

 

Adesso solo Istanbul

di andreanardo, 23:59
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• domenica 15 maggio 2005

-> LECCE-MILAN 2-2 12’ Kaladze,1’st Konan,8’st Shevchenko,37’st Vucinic

Il Milan non va oltre il pareggio nella non facile trasferta di Lecce e complice la vittoria della Juventus sul Parma vede definitivamente assottigliarsi le residue speranze di scudetto.
I rossoneri a tratti dominano la squadra di Zeman grazie ai gol di Kaladze e Shevchenko, ma si vedono sempre rimontati da estemporanee azioni dei salentini che portano in rete Konan e Vucinic.
Difficile interpretare la partita rossonera in una gara caratterizzata a lunghi tratti dal gran caldo afoso. Carlo Ancelotti voleva impegno, e in quello i rossoneri non hanno certo difettato ma indubbiamente la dura stagione ricca di impegni, nelle gambe e nella testa dei rossoneri, si è fatta sentire. (acmilan.com)

 

INFO-METEO: -9

di andreanardo, 23:17
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• domenica 8 maggio 2005

-> MILAN-JUVENTUS 0-1 Trezeguet 27’

La differenza tra Juventus è Milan in campionato è stata chiara, Noi nettamente superiori sul campo, loro nettamente più aiutati da ogni decisione arbitrale... purtroppo sommando ogni decisione a favore, questa somma risulta più portatrice di punti di quanto lo risulti il gioco del Milan. Ma non ho voglia di polemizzare, per fortuna esiste l'Europa e la Champions League, e lì è tutta un'altra musica... (Andrea Nardo)

Un gol episodico, in un primo tempo povero di emozioni da una parte e dall'altra, un gol di Trezeguet raccolto sulla strada della partita decide la supersfida di San Siro. Nel secondo tempo il Milan ci crede, si riversa, ci prova, ma non viene sostenuto dal guizzo giusto. Cose che sucedono e che vanno accettate, senza intaccare in nulla e per nulla la qualità della stagione della squadra di Ancelotti che è entrata nel mese di maggio da protagonista sia in campionato che in Champions League. Pressata dagli impegni di una stagione intensissima e gravata da una partita dopo l'altra, la formazione rossonera non è riuscita a trovare il ritmo nel primo tempo e ha pagato oltre misura il guizzo del centravanti francese della Juventus cui si sono aggiunte nella ripresa altre occasioni bianconere. Ma è stato il Milan, nella seconda parte, a guardare più spesso negli occhi il pareggio. Questa volta, soprattutto sul palo di Inzaghi, non è andata bene. Pazienza e grazie lo stesso.(acmilan.com)

 

INFO-METEO: -11

di andreanardo, 23:17
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• mercoledì 4 maggio 2005

 

 

 

NOI SIAMO IN FINALE!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Io al Philips stadion - Me at the Philips stadion)

-> PSV-MILAN 3-1 9’ pt Park, 20’ st Cocu, 45’ st Ambrosini, 47’ st Cocu

Queste le mie uniche parole:"Dio non ci credo! AMBRO TI AMIAMO! ANDIAMO AD ISTANBUL!!!"

Una sofferenza tremenda che non potrò mai dimenticare... ma che ci ha portato ad ISTANBUL.

Ancora Noi, sempre e solo Noi sempre lì, nella finale per continuare a scrivere la storia del calcio!

EINDHOVEN – Istanbul, Istanbul, Istanbul, ma quanta sofferenza. Partita da cardiopalma quella di Eindhoven, il fantasma di La Coruna che sembra tornare, una squadra avversaria a mille, le gambe dei rossoneri che non girano, uno-due degli olandesi, paura, terrore, i supplementari che si avvicinano, ma poi Ambro. Si ancora Ambro, ancora la sua testina d’oro che si alza su tutti e scaccia i fantasmi, poco importa se dopo pochi secondi il PSV fa tre, il Milan è a Istanbul, Massimo Ambrosini ha detto si.

Carlo Ancelotti per la difficile sfida di Eindhoven opta per un Milan ad una sola punta con Shevchenko avanzato e Seedorf e Kakà a supporto. Nella consueta posizione dell’olandese si accomoda Massimo Ambrosini pronto a sfruttare le sue capacità negli inserimenti aerei.
Squalificato Ooijer, Hiddink manda in campo Lucius nella posizione di terzino destro mentre in attacco il tecnico olandese recupera l’ariete Vennegoor.
Come da copione il PSV, spinto dal pubblico di casa, prova a partire con l’acceleratore pigiato, il Milan rimane accorto pronto a far ripartire i propri giocatori in contropiede.
Al 5’ però la manovra olandese comincia ad essere più pericolosa e Paolo Maldini è costretto ad un’eccellente copertura per evitare guai grossi portati dal gigante Vennegoor.
Il PSV ci crede, il Milan appare confuso e poco preciso negli appoggi, Sheva staziona tra le linee olandesi senza l’opportunità di essere servito e allora gli uomini di Hiddink alzano il baricentro.
Al 9’ accade quanto di peggio possa accadere contro una formazione determinata a recuperare i due gol subiti all’andata. Il Coreano Park si infila tra Stam e Maldini e di sinistro batte Dida. Il Milan dopo soli dieci minuti di gioco è gia sotto di un gol.
I rossoneri, inevitabilmente spiazzati dal fulmineo vantaggio olandese, provano a riorganizzarsi puntando sulle accelerazioni di Kakà, ma i biancorossi di Eindhoven evidenziano grande personalità rimanendo compatti e agevolando il fraseggio. Carlo Ancelotti per nulla contento della facilità con la quale il PSV fa correre il pallone comanda un pressing altro che manda spesso i rossoneri in controtempo rispetto alle avanzate avversarie.
Al 22’ Lucius prova a colpire dalla distanza ma Stam respinge mentre al 27’ è la traversa a respingere il colpo di testa di Vennegoor ben pescato in area di rigore.
L’arma del Milan, per allentare la pressione degli uomini di Hiddink, rimane il possesso palla. Pirlo e Seedorf si cercano nel chiaro tentativo di alzare la squadra mentre Kakà prova a fare movimento senza palla per togliere punti di riferimento ai difensori olandesi.
La mossa da i suoi frutti perché la manovra rossonera cresce di intensità, al 38’ è Cafu a provare la conclusione, ma il brasiliano spedisce alto.
Sempre il pendolino milanista al 41’ allarga il gioco e piazza al centro un bel pallone per Kakà, il tiro di Ricky è preciso e potente ma trova la valida opposizione in spaccata di Alex.
E’ questa l’ultima occasione di un primo tempo sofferto, ma che negli ultimi minuti di gioco ha visto crescere la formazione di Carlo Ancelotti.

Il Milan rientra in campo per i secondi quarantacinque minuti di gioco con una novità. Paolo Maldini rimane negli spogliatoi e Carlo Ancelotti manda in campo Kaladze. Il capitano, vittima nei primi minuti di gioco di una forte botta alla testa, accusa vertigini e conati di vomito e lo staff medico rossonero decide di fermarlo.
Guus Hiddink ripropone gli stessi uomini del primo tempo e il PSV fin dalle prima battute di gioco prova ad accerchiare la formazione rossonera.
Al 3’ è Park ad avere l’occasione buona, ma il coreano liscia malamente un bell’assist di Farfan.
Il Milan continua a soffrire, la pressione olandese è ficcante e all’8’ è un tiro di Bouma a mettere i brividi in area di rigore, ma Ambrosini ribatte.
I rossoneri non riescono a pressare come dovrebbero e la manovra avversaria continua a rimanere fluida e ragionata. Carlo Ancelotti prova allora a dare un diverso volto tattico all’incontro comandando al suo centrocampo di schierarsi a quattro uomini lasciando Kakà libero di agire al fianco di Shevchenko. E proprio la coppia rossonera al 13’ tenta di colpire in contropiede ma è determinante il ritorno di Lucius sull’ucraino.
Il Milan sale, ma gli olandesi continuano a tenere il campo con calma olimpica confermandosi abili nella costruzione del gioco.
Al 20’ il Milan subisce il colpo duro. Lee scatta sulla sinistra e pennella un perfetto cross per la testa di Cocu che insacca. La formazione rossonera è in ginocchio, Carlo Ancelotti richiama in panchina Seedorf e getta nella mischia Tomasson, mentre Guss Hiddink prova a rinvigorire l’attacco della sua formazione inserendo Robert per Bouma.
I rossoneri pagano gli sforzi dell’ultimo mese e sembrano incapaci di produrre chiare occasioni da rete, il PSV, più sicuro, riequilibra il centrocampo e concede pochi spazi.
Al 32’ ancora brivido in area rossonera, è Robert a incrociare e a impegnare Dida in tuffo.
Dopo tre minuti l’occasione è milanista, Ambrosini salta di testa su angolo di Pirlo ma Gomes respinge. I minuti passano e il fantasma dei tempi supplementari comincia a materializzarsi sul terreno di gioco del Philips Stadium. Il Milan continua a rimanere troppo corto per poter impensierire l’avversario mentre il PSV rimane compassato, pronto ad approfittare dello spazio giusto.
Ma come è gia spesso accaduto in passato il Milan si ricorda di avere un giocatore decisivo. Al 45’ Kakà porta palla, alza la testa e vede l’inserimento giusto di Massimo Ambrosini che nel suo consueto volo della civetta, si alza da terra e insacca il pietrificato Gomes.
Un calcio alla paura, ai supplementari e a quant’altro, poco importa se dopo nemmeno due minuti Cocu porta a tre le reti degli olandesi, il Milan è a Istanbul. (acmilan.com)

Signore e signori, il Milan è in finale di

Champions League!

di andreanardo, 00:01
11 Commenti

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